Programma

Simona Allodi


Per fare questo mestiere, sicuramente non basta avere una predisposizione naturale, ma per esprimere le emozioni che un personaggio richiede bisogna avere un'ottima tecnica per far "muovere" il corpo, modulare la voce e raggiungere certi stati d'animo "a freddo":

  • Diaframma questo sconosciuto
  • Respirazione diaframmatica
  • Lavoro sull’appoggio diaframmatico
  • Vari tipi di respirazione
  • Rilassamento muscolare e vocale
  • Rafforzamento di tutte le casse di risonanza
  • Vari tipi di espirazione e inspirazione (corta-lunga)
  • Lavoro per allineare le corde
  • Attacchi morbidi
  • Uso delle false corde
  • Tecniche per dosare il fiato- per sostenere le finali
  • Appoggio Vocale
  • Lavoro sui vari toni e colori vocali
  • Lavoro su tempo/ritmo
  • Giocare con la voce (alleggerirla-appesantirla-portarla-timbrarla-sussurrarla-soffiarla etc)
  • Lavoro sul proprio centro di gravità
  • Fluidità ritmica
  • Lavoro sull'articolazione
  • Sblocco dei “nodi” emotivi
  • Neutralizzazione delle intonazioni
  • Controllo Intonativo
  • Scioglilingua
  • Dizione
  • Tecnica della risata e del pianto
  • Rompere il testo
  • Lavoro sul proprio “centro motore”
  • Lettura in movimento
  • Lavoro tipo “radiofonico” su monologhi e scene cinematografiche (rapporto fra i personaggi-conflitti, ritmo interiore-tensione emotiva)

Fabrizia Castagnoli, Luca Dal Fabbro, Marco Mete


Il microfono è una macchina da presa costantemente in primo piano sull'intenzione che si trova dietro la battuta. Il microfono non perdona mai!

  • Postura al leggio
  • Campi e controcampi
  • Decodificare le immagini
  • sincrono labiale
  • ritmo
  • costruzione vocale del personaggio
  • trasposizione culturale del linguaggio verbale della lingua d’origine
  • personaggio nell’interazione (sonora) e suo percorso nella storia
  • come farsi accettare ed amare dal microfono
  • fonogenia
  • micro cambi vocali

Simona Allodi


La voce è l'anima.
L'interfaccia del nostro mondo interiore, delle nostre emozioni, dei nostri sentimenti.
Il lavoro che si andrà a fare sarà quello di cercare di abbandonare tutti gli stereotipi a cui vi hanno abituati per uscire dalla vostra "zona confort" ed intraprendere un "viaggio" dentro di voi per scoprire le vostre zone inesplorate, le zone più buie dove non volete andare.
"Solo scavando" si trova l'oro".
L'obiettivo è stupirsi.
Dove c'è conflitto/disagio cominceranno a muoversi le vostre corde emotive.
Si lavorerà tantissimo sul ritmo interiore, microcambi emotivi, sulle pause (dentro la pausa c'è un pensiero e questo pensiero deve arrivare).
La grande difficoltà della lettura interpretativa sta nel fatto che non si ha un aggancio visivo (come succede in sala) quindi ci vuole grande tecnica e grande cuore.

Luca Dal Fabbro


Per fare questo mestiere, sicuramente non basta avere una predisposizione naturale, ma per esprimere le emozioni che un personaggio richiede bisogna avere un'ottima tecnica per far "muovere" il corpo, modulare la voce e raggiungere certi stati d'animo "a freddo":

  • Improvvisazione
  • Immedesimazione
  • Lavoro sui 5 sensi
  • Memoria sensorile
  • Memoria affettiva
  • Lavoro sulla concentrazione
  • Rapporto col partner
  • Gesticolazione dell' anima
  • Lavoro sul personaggio
  • Analisi del testo

Guido Maria Compagnoni


Recitare davanti ad una macchina da presa non è come recitare su un palcoscenico o di fronte a un microfono. Il cinema e la tv richiedono all’attore tecniche e conoscenze specifiche. Il punto di arrivo della ricerca interpretativa davanti alla camera non è semplicemente quella che viene definita “naturalezza”, ma la costruzione, attraverso un percorso emotivo e psicologico, di un personaggio “reale”. La costruzione di un personaggio non può però prescindere anche da alcuni vincoli. Ad esempio:

Muoversi

Sul set, l’azione si svolge in genere in spazi ridotti se non angusti, comunque ben delimitati, quindi il controllo del proprio corpo e ciò che esso deve comunicare sono elementi di grande importanza per un attore

Il primo piano

A volte il regista può decidere che una particolare battuta debba essere recitata in primo piano. In questo caso la mimica facciale, al servizio del sentimento che l’attore deve trasmettere, deve essere espressa con dettagli minimi, quasi impercettibili, ma profondamente significativi

Il dialogo

Un dialogo tra due o più personaggi non può tenere conto delle relazioni che esistono tra di essi. Mantenendo inalterate le caratteristiche psciologiche ed emotive del proprio personaggio, l'attore è tenuto ad armonizzare la propria interpretazione con quella degli altri in modo da mantenere una cifra sitilistica uniforme

Il piano d'ascolto
Il piano d’ascolto, cioè la reazione soprattutto facciale che un personaggio deve avere alla battuta di altri personaggi. A volte quest’aspetto rappresenta un problema, tanto che sul viso di qualche attore si vede scorrere il vuoto...
La gran parte delle prove degli allievi averrà davanti a una telecamera con la possibilità, per ciascuno di verificare, attraverso le riprese il proprio percorso formativo

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